Consulenza ecommerce: come funziona, cosa ottieni e da dove si inizia
Quattro fasi, deliverable dichiarati, prezzi pubblici. Nessuna call preliminare per sapere quanto costa e cosa comprende: la prima analisi ha un perimetro scritto e un prezzo fisso.
Che cosa fa, e cosa non fa, una consulenza e-commerce
Chi cerca una consulenza ecommerce, scritta con o senza trattino, ha quasi sempre già un negozio online che funziona, nel senso che riceve ordini, ma che ha smesso di crescere o cresce senza che il margine cresca con lui. Il fatturato sale del quindici per cento e il conto in banca resta identico. Le campagne portano vendite ma il costo per acquisire un cliente è aumentato al punto che ogni nuovo ordine è quasi in pari. Il magazzino si muove, ma sono sempre gli stessi cinque prodotti.
Il lavoro di consulenza parte da qui, non dalla tecnologia. Il punto di osservazione è il conto economico del negozio, quello che nei documenti finanziari si chiama P&L, cioè il prospetto dei ricavi e dei costi: quanto entra per canale, quanto costa far entrare quel fatturato e quanto resta davvero dopo commissioni di piattaforma, spedizioni, resi e costi pubblicitari. È una lettura diversa da quella che restituisce il pannello di controllo del negozio, che mostra ordini e sessioni ma non dice quale parte del catalogo stia sostenendo l’attività e quale la stia erodendo.
Quello che questa consulenza non fa è altrettanto importante. Non è la realizzazione tecnica del negozio: lo sviluppo resta al team interno o al fornitore già in carico, che riceve specifiche precise su cosa cambiare e in quale ordine. Non è la gestione operativa quotidiana delle campagne quando questa è già affidata a qualcun altro e funziona. E non è un elenco di buone pratiche generiche: senza i numeri di quel negozio specifico, qualunque raccomandazione vale quanto vale un consiglio dato a un’azienda che non si conosce.
Se stai ancora valutando chi affiancare e con quale profilo di esperienza, la pagina del consulente e-commerce racconta l’approccio, i settori seguiti e i risultati misurati. Questa pagina risponde a una domanda diversa: come si svolge concretamente il lavoro, cosa arriva sulla scrivania e quanto costa.
Le quattro fasi di una consulenza e-commerce
Le fasi sono sequenziali e ognuna produce un output verificabile. Non si passa alla successiva senza che la precedente abbia dato un risultato leggibile.
Diagnosi del conto economico e dei canali
Si ricostruisce da dove arriva il fatturato e quanto costa produrlo, canale per canale. Si guardano il costo di acquisizione di un cliente nuovo rispetto al valore che quel cliente genera nel tempo, il margine per categoria di prodotto e non solo quello medio, il tasso di abbandono del carrello con i punti precisi in cui l’utente esce, lo stato del feed prodotti verso i canali di shopping, le prestazioni tecniche delle pagine che ricevono più traffico e il comportamento dei venti prodotti più venduti. L’output è una fotografia dei numeri, non un’opinione.
Piano di intervento ordinato per impatto
Dalla diagnosi esce sempre una lista lunga di cose migliorabili. Il valore della fase due sta nell’ordinarla: prima gli interventi che spostano il margine con lo sforzo minore, poi quelli strutturali che richiedono tempo e sviluppo. Ogni voce del piano ha una stima di impatto, uno sforzo indicativo e un responsabile, perché un piano che non dice chi fa cosa non viene eseguito. Questa è anche la fase in cui si decide cosa smettere di fare, che spesso libera più budget di qualunque ottimizzazione.
Implementazione, autonoma o supervisionata
Il piano può essere eseguito dal team interno, dall’agenzia o dallo sviluppatore già in carico, oppure sotto supervisione diretta. Nel secondo caso il lavoro consiste nello scrivere le specifiche, controllare che quanto rilasciato corrisponda a quanto chiesto e intervenire quando l’esecuzione devia dalla priorità concordata. La supervisione serve soprattutto quando ci sono più fornitori che si rimpallano la responsabilità dei numeri.
Misurazione e revisione mensile
Ogni mese si verifica se gli interventi hanno prodotto l’effetto previsto sui numeri della fase uno, non su metriche di superficie. Se un intervento non ha funzionato lo si dice e si capisce perché, invece di aggiungerne un altro sopra. La revisione mensile è il momento in cui il piano viene riordinato sulla base di quello che è successo davvero, ed è la parte che distingue una consulenza continuativa da una consegna una tantum di raccomandazioni.
I tre modi di lavorare insieme su un e-commerce
Si comincia sempre dall’analisi. Quello che viene dopo dipende da quante risorse interne ci sono e da quanto controllo serve sull’esecuzione.
Analisi e implementazione autonoma
Si acquista l’analisi, si riceve il report con il piano ordinato per impatto e il team interno lo esegue con le proprie risorse. È la scelta di chi ha già persone capaci di implementare e ha bisogno soprattutto di sapere dove concentrarle. Include trenta giorni di chiarimenti via email sui contenuti del report.
Analisi e supervisione strategica mensile
All’analisi segue una collaborazione continuativa in cui le priorità vengono riviste ogni mese, le specifiche di lavoro vengono scritte e l’esecuzione dei fornitori viene controllata. Il team interno o l’agenzia restano operativi, la direzione e il controllo dei numeri sono esterni. Parte da 1.800 euro al mese.
Analisi e gestione integrata
Oltre alla direzione strategica, la gestione diretta delle leve che incidono sul canale organico e sulla visibilità sui motori. È il formato per chi non ha una funzione marketing interna e ha bisogno che qualcuno risponda dei risultati commerciali, non delle singole attività. Parte da 2.400 euro al mese.
In tutti e tre i formati il budget pubblicitario resta separato dalla fee di consulenza. Non viene applicata alcuna percentuale sulla spesa media, per una ragione pratica prima che etica: chi guadagna in proporzione a quanto fai spendere non è nella posizione di consigliarti di spendere meno. Il dettaglio completo di cosa comprende ciascun piano è sulla pagina prezzi della consulenza digital marketing.
Cosa ricevi concretamente dall’analisi iniziale
Il report arriva entro sette giorni lavorativi dalla ricezione degli accessi. Non è una presentazione commerciale con la fotografia dell’ufficio in copertina: è un documento di lavoro, pensato per essere aperto durante una riunione operativa e usato per decidere.
Contiene la ricostruzione del conto economico per canale, con l’indicazione di quali canali stiano generando margine e quali stiano sottraendone. Contiene l’analisi del percorso di acquisto, con i punti misurati in cui gli utenti abbandonano e la stima di quanto fatturato quei punti stiano trattenendo. Contiene lo stato del catalogo: quali categorie e quali schede prodotto siano visibili sui motori di ricerca, quali siano invisibili e quali si stiano facendo concorrenza tra loro. Contiene la verifica tecnica delle pagine principali, comprese le prestazioni di caricamento e di interazione che incidono direttamente sul tasso di conversione da mobile. E contiene il piano di intervento, ordinato, con le stime di impatto.
Nella versione con la call di novanta minuti si aggiunge una sessione dedicata alla lettura del documento insieme, in cui si discutono le obiezioni operative e si definisce cosa parte per primo. È utile quando le decisioni coinvolgono più persone, perché evita che il report resti un allegato non letto.
Il perimetro completo delle verifiche, con l’elenco puntuale di cosa viene controllato, è descritto sulla pagina dell’Audit E-commerce.
Come riconoscere una consulenza e-commerce seria
Il mercato della consulenza e-commerce è affollato e le differenze non si vedono dal sito. Ci sono però alcuni segnali che si possono verificare prima di impegnare un budget, e valgono per chiunque tu stia valutando, non solo per questa collaborazione.
Chiedi il perimetro scritto prima del preventivo. Se per sapere cosa comprende un servizio serve una call, e alla call segue una proposta personalizzata che nessun altro può confrontare, il prezzo non è collegato al lavoro ma alla disponibilità percepita a pagare.
Verifica che parlino di margine e non solo di fatturato. Far crescere le vendite di un e-commerce è relativamente facile se si può aumentare la spesa pubblicitaria. Farle crescere lasciando più margine è il lavoro vero. Una consulenza che non guarda mai i costi non sta guardando il problema.
Diffida dei tempi promessi sull’organico. Chiunque garantisca posizioni sui motori di ricerca entro una data precisa sta vendendo qualcosa che non controlla. I tempi si stimano, non si garantiscono, e chi lavora seriamente distingue gli interventi che danno effetti in settimane da quelli che danno effetti in mesi.
Chiedi chi lavorerà davvero sul progetto. Nelle strutture più grandi la persona che vende non è quasi mai la persona che esegue, e la differenza di esperienza tra le due può essere di quindici anni. È una domanda legittima e la risposta dice molto.
Controlla come vengono fatturate le campagne. Una percentuale sulla spesa pubblicitaria crea un conflitto di interessi strutturale nel momento esatto in cui la raccomandazione corretta sarebbe ridurre il budget.
Il modo in cui è organizzato questo lavoro, dalla prima analisi alla collaborazione continuativa, è descritto passo per passo nella pagina sul metodo di lavoro. L’esperienza professionale e i settori seguiti sono in chi sono.
Le domande che ricevo più spesso
Come funziona una consulenza e-commerce?
Si articola in quattro fasi: diagnosi del conto economico e dei canali, piano di intervento ordinato per impatto, implementazione autonoma o supervisionata, misurazione e revisione mensile. Ogni fase produce un output verificabile e non si procede alla successiva senza aver letto il risultato della precedente.
Quanto costa una consulenza ecommerce?
L’analisi iniziale ha un prezzo fisso e pubblico di 590 euro e produce un report in sette giorni lavorativi. La collaborazione mensile, se ha senso attivarla dopo il report, parte da 1.800 euro al mese e varia in base al perimetro delle attività. Il budget pubblicitario è sempre separato dalla fee.
Serve una call prima di acquistare l’analisi?
No. Il perimetro è pubblico, il prezzo è fisso e il modulo raccoglie in anticipo le informazioni necessarie. Chi preferisce discutere i risultati a voce può scegliere la versione con la call di novanta minuti dedicata alla lettura del report.
Che differenza c’è tra una consulenza e-commerce e un’agenzia?
Un’agenzia esegue attività. Una consulenza decide quali attività abbiano senso, in quale ordine e con quale budget, e verifica che producano margine. Le due cose convivono spesso: l’agenzia resta al suo posto e la consulenza fornisce direzione e controllo dei numeri.
In quanto tempo si vedono i risultati su un e-commerce?
Dipende dalla leva. Gli interventi sul tasso di conversione e sul recupero dei carrelli agiscono su traffico già presente e possono mostrare effetti in poche settimane. Gli interventi sul posizionamento organico e sulla struttura del catalogo si misurano in mesi. Un piano serio tiene distinte le due cose.
La consulenza include la realizzazione tecnica del negozio?
No. Il lavoro riguarda la crescita del fatturato e del margine di un negozio già online. Lo sviluppo resta al team tecnico interno o al fornitore esistente, che riceve specifiche chiare su cosa modificare e con quale priorità.
Lavori solo su una piattaforma specifica?
No. Le leve che determinano il margine di un negozio online, costo di acquisizione, tasso di conversione, struttura del catalogo, marginalità per categoria, sono le stesse indipendentemente dalla piattaforma. Le differenze tecniche esistono e contano nella fase di implementazione, non in quella diagnostica.
Che dati servono per iniziare?
Gli accessi in sola lettura agli strumenti di analisi del traffico, al pannello del negozio, all’account pubblicitario se attivo e allo strumento di monitoraggio della ricerca. Se manca qualcosa lo si segnala nel report, perché anche l’assenza di dati è un’informazione: significa che alcune decisioni si stanno prendendo alla cieca.
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Prezzo fisso, perimetro scritto, report in sette giorni lavorativi con il piano di intervento ordinato per impatto sul margine. Nessuna call preliminare necessaria.