Consulente aziendale a Milano: quando il problema non è la mancanza di fornitori ma la mancanza di sistema
Le PMI lombarde hanno quasi sempre già un’agenzia, qualcuno per le campagne, un freelance per i social. Quello che manca non è l’attività: è la regia che tiene insieme tutto e risponde del fatturato.
Troppi fornitori, nessun sistema
Le PMI milanesi e lombarde con cui lavoro hanno quasi sempre già un’agenzia che si occupa del posizionamento sui motori di ricerca, qualcuno che gestisce le campagne pubblicitarie, un freelance per i social. Il problema, a Milano, non è la mancanza di attività di marketing: è che nessuno di questi fornitori ha una visione d’insieme sul sistema.
È un problema tipico proprio dei mercati più ricchi di offerta. Milano è la piazza con la maggiore densità di agenzie di marketing d’Italia, e questo, controintuitivamente, rende più difficile e non più facile trovare qualcuno che capisca davvero il business tra aziende. L’abbondanza di fornitori porta a un marketing fatto di pezzi che non si parlano: la campagna pubblicitaria non sa cosa fa il posizionamento organico, chi scrive i contenuti non conosce gli obiettivi commerciali, e il titolare si ritrova a coordinare tre o quattro interlocutori che rispondono ciascuno del proprio pezzo e nessuno del risultato.
Il consulente aziendale porta la regia che manca. Non è un quinto fornitore che si aggiunge alla lista: è la figura che guarda il sistema dall’alto, decide quali attività abbiano senso e in quale ordine, e verifica che tutto converga verso il fatturato invece di disperdersi in metriche di superficie. La differenza rispetto a una nuova agenzia è netta, e la spiega la pagina sul consulente marketing B2B.
Il tessuto produttivo lombardo
La Lombardia non è un mercato omogeneo, ed è questa varietà a renderla interessante e complessa allo stesso tempo. Le aziende con cui lavoro appartengono a cinque tessuti produttivi ricorrenti: la manifattura avanzata e la meccanica di precisione dell’hinterland e delle province, il chimico-farmaceutico, i servizi professionali business to business concentrati in città, la distribuzione industriale che copre tutta la regione, e i negozi online specializzati su prodotti di nicchia.
Hanno un tratto in comune: un prodotto o un servizio solido, una rete commerciale che funziona, e un marketing che non è mai cresciuto alla stessa velocità del resto dell’azienda. Sono realtà che vendono bene attraverso i canali tradizionali, i rapporti, gli agenti, le fiere, ma che sul digitale procedono per aggiunte scoordinate perché non hanno mai avuto una funzione marketing interna capace di tenere insieme i pezzi. È esattamente lo spazio in cui una direzione marketing esterna produce più valore: dove esiste già una macchina commerciale che aspetta solo di essere alimentata in modo ordinato.
Per capire come questa direzione esterna si struttura come figura continuativa, la pagina sul fractional CMO ne descrive il ruolo e i formati.
Come lavoro con i clienti lombardi
Per i clienti in Lombardia la collaborazione può avvenire anche in presenza: incontri periodici, sessioni di lavoro con il team, momenti di allineamento strategico in cui è utile essere nella stessa stanza. La vicinanza geografica permette una relazione più diretta con chi in azienda esegue e decide, e per certi passaggi, come l’avvio di una collaborazione o la definizione di una strategia complessa, fa la differenza.
Il primo passo, però, resta lo stesso per tutti, in presenza o a distanza: l’Audit Strategico a prezzo fisso, che si svolge in modalità asincrona a partire dai dati e dagli accessi. Serve a fotografare il sistema marketing e vendite dell’azienda, individuare dove si perde efficacia tra i vari fornitori e produrre un piano di intervento ordinato per priorità. Da lì la collaborazione può fermarsi al report o proseguire con la revisione continuativa. Il metodo completo è nella pagina sul metodo di lavoro, i piani e i prezzi nella pagina prezzi della consulenza digital marketing.
Un punto sul prezzo, perché è una domanda che arriva spesso: il costo dell’analisi e dei piani è lo stesso a prescindere dalla località, e gli eventuali incontri in presenza in Lombardia rientrano nel piano concordato, senza maggiorazioni legate alla trasferta.
Cosa cambia ad avere la direzione marketing a portata di Milano
Il lavoro di direzione strategica si può fare interamente a distanza, e per molte aziende italiane funziona così. A Milano, però, la prossimità aggiunge qualcosa che nel business tra aziende conta più che altrove: la possibilità di sedersi al tavolo con il titolare e con la rete commerciale nello stesso momento.
Il marketing business to business fallisce quasi sempre nel punto di contatto tra chi genera la domanda e chi la trasforma in contratti. È il passaggio in cui i contatti raccolti dal marketing si perdono, si raffreddano o arrivano ai commerciali senza le informazioni giuste. Rimettere ordine in quel passaggio richiede di far parlare due funzioni che spesso non si parlano, e farlo di persona, in una sala riunioni con entrambe le parti presenti, accorcia tempi che a distanza si allungano. Per le PMI lombarde, dove la rete di agenti e il rapporto diretto restano centrali, questa possibilità di allineamento in presenza è un vantaggio concreto, non un dettaglio logistico.
Le domande che ricevo più spesso dalle aziende milanesi
Lavori in presenza a Milano o solo da remoto?
Per i clienti in Lombardia è possibile lavorare anche in presenza: incontri periodici, sessioni di lavoro con il team, momenti di allineamento strategico. Per il resto d’Italia la collaborazione è da remoto. In entrambi i casi l’analisi iniziale si svolge in modalità asincrona a partire dai dati e dagli accessi, indipendentemente dalla distanza, così la geografia non è mai un ostacolo per iniziare.
Perché a Milano serve un consulente aziendale se ci sono già tante agenzie?
Proprio perché ce ne sono tante. Milano è il mercato con la maggiore densità di fornitori di marketing in Italia, e le PMI lombarde hanno quasi sempre già un’agenzia per il posizionamento, qualcuno per le campagne e un collaboratore per i social. Il problema non è la mancanza di attività ma la mancanza di una visione d’insieme: nessuno risponde del sistema nel suo complesso. Il consulente aziendale porta quella regia mancante.
Con che tipo di aziende lombarde lavori?
Con PMI del tessuto produttivo lombardo: manifattura avanzata e meccanica di precisione, chimico-farmaceutico, servizi professionali business to business, distribuzione industriale e negozi online su prodotti specializzati. Sono aziende con un prodotto solido e una rete commerciale, ma spesso senza una funzione marketing interna strutturata che tenga insieme i vari fornitori e li orienti verso il fatturato.
Quanto costa un consulente aziendale a Milano?
Si parte dall’Audit Strategico a 590 euro, con perimetro pubblico e prezzo fisso, uguale a prescindere dalla località. Se dopo il report ha senso una collaborazione continuativa, parte da 1.800 euro al mese e varia in base al perimetro. Non ci sono maggiorazioni legate alla presenza fisica in Lombardia: gli eventuali incontri in loco rientrano nel piano concordato.
Qual è la differenza tra un consulente aziendale e un’agenzia di marketing?
Un’agenzia vende esecuzione: campagne, contenuti, sviluppo. Un consulente aziendale vende diagnosi, strategia e direzione, e risponde del risultato commerciale complessivo. Le due cose convivono spesso: le agenzie che già lavorano per l’azienda restano al loro posto, mentre il consulente fornisce la visione d’insieme e il controllo dei numeri che a Milano, tra molti fornitori, manca più spesso.
Prenota l’Audit Strategico
Il primo passo è fotografare il sistema marketing e vendite della tua azienda e capire dove si perde efficacia tra i fornitori che già hai. Prezzo fisso, uguale ovunque, con un piano di intervento ordinato per priorità.